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Tre Valli Bike Weekend, due giorni che mettono in movimento la Val d’Illasi e non solo

C’è un pezzo di Verona che, quando passa la Tre Valli, smette di essere soltanto “sfondo” e diventa protagonista. Le colline tra Tregnago, Illasi, Mezzane di Sotto e Cazzano di Tramigna – quelle dei ciliegi e dei vigneti, dei piccoli borghi e delle strade bianche che tagliano la campagna – nel weekend appena concluso si sono trasformate in un grande palcoscenico diffuso. Un paesaggio che i biker attraversano “a tutta”, ma che in realtà racconta un’identità: lavoro, tradizioni, prodotti locali, accoglienza. E, soprattutto, un modo di stare insieme.



Il Tre Valli Bike Weekend 2026 (con la 26ª Granfondo Tre Valli come evento centrale) ha confermato l’idea già emersa alla vigilia: non una semplice gara, ma un appuntamento capace di attivare il territorio su più piani – sportivo, turistico, sociale – con una macchina organizzativa che ha tenuto insieme logistica, sicurezza, animazione e iniziative collaterali.


Il dato che più colpisce, prima ancora delle classifiche, è la partecipazione: 1.186 iscritti complessivi registrati e 873 arrivati classificati sul traguardo. Una “massa” di persone che, in due giorni, ha riempito Tregnago e le valli d'Illasi, Tramigna e Mezzane, portando con sé famiglie, accompagnatori, team, curiosi e appassionati. Non solo Veneto: i numeri raccontano una presenza ampia e trasversale, con iscritti provenienti da 49 province italiane e da 7 nazioni. Le province più rappresentate sono state nell'ordine Padova, Verona, Reggio Emilia, Treviso, Vicenza, seguite da Parma e da un lungo elenco che disegna una geografia nazionale di appassionati.


Anche la composizione femminile della granfondo racconta molto: 63 donne iscritte e 49 donne arrivate, in un contesto dove la presenza femminile sta crescendo anno dopo anno. E poi l’età: in classifica si va dai 17 ai 71 anni, con un’età media attorno ai 45 anni. La fascia più numerosa è quella tra i 50 e i 59 anni, segno di uno sport che è fatica e passione, ma anche continuità e stile di vita.


Quanto alla gara – circa 43 km e quasi 1.300 metri di dislivello – i vincitori sono stati Lorenzo Allodi (uomini) e Maria Cristina Nisi (donne), citati per completezza di cronaca perchè il significato dell'evento sta altrove: nella giornata di chi ha puntato al traguardo personale, nel divertimento, nel condividere una giornata con amici, nei ristori diventati punti d’incontro, nelle facce sporche di polvere e sorrisi che parlano più di mille parole.


Il termometro dell’esperienza sta anche nei tempi: la media di percorrenza degli arrivati si è attestata su 2 ore e 33 minuti, con un “tempo massimo” in classifica di 4 ore e 54 minuti. E qui c’è una delle storie che piacciono ai lettori: l’ultima arrivata dentro il tempo utile, Maria Soffientini (Gemini Team ASD), ha tagliato il traguardo con 4h54’06”. Non è una “coda” qualsiasi: è l’immagine di cosa significhi una granfondo. È il significato di chi non molla, di chi si prende la giornata fino all’ultimo metro, sapendo che qualcuno lo aspetta davvero.


Il clima che si respirava (e che emerge anche dai commenti lasciati dai partecipanti) è quello di una comunità in movimento. “Stanchi ma contenti”, scrive qualcuno. “Bravi, bel giro e ben organizzato”. “Tutto perfetto come al solito, complimenti”. E poi i “debuttanti”: “Prima volta che partecipo, gara bella tosta e tecnica su alcuni punti, complimenti agli organizzatori”, “Prima volta e devo dire: bravissimi, grande organizzazione”. Sono frasi semplici, ma hanno un valore enorme: raccontano una manifestazione che non si limita a “mettere in strada” una gara, ma costruisce un’esperienza.


Dietro questa esperienza c’è un numero che da solo spiega perché la Tre Valli sia, prima di tutto, un fatto di comunità: circa 350 volontari impegnati nei due giorni, suddivisi tra segreteria, Expo Village, logistica, allestimenti, ristori, assistenza sul percorso, sicurezza, incroci, gestione partenze e arrivi. Un esercito silenzioso che lavora quando gli altri si divertono. E infatti un altro commento, tra quelli raccolti, va dritto al punto: “Un plauso a tutti i volontari che hanno sacrificato la domenica per fare sì che l’evento si svolgesse al meglio”. È esattamente così: senza volontari, una granfondo non esiste.


E poi ci sono le iniziative collaterali, che sono il vero “ponte” tra sport e cronaca di territorio. L’Expo Village non è stato soltanto un’area di passaggio: è diventato un luogo dove si incrociano biciclette, tecnici, stand, incontri, curiosità, famiglie. Accanto alla parte sportiva, il weekend ha inserito (e consolidato) momenti dedicati a chi non corre: passeggiate, appuntamenti per accompagnatori, spazi per associazioni e realtà sociali, momenti di intrattenimento.


Il segno più forte, in questo senso, è arrivato dal filone inclusione. Lo hanno raccontato bene anche alcune realtà presenti: “È bello vedere quante persone si sono fermate a chiedere, ad ascoltare, a camminare con noi”. Il progetto “Tre Valli nessun muro”, con la camminata inclusiva e la presenza di associazioni impegnate sul tema dell’autismo, ha portato dentro la manifestazione un messaggio chiaro: la festa è completa solo se è accessibile, se crea attenzione e se lascia qualcosa oltre la medaglia.


E c’è anche un altro aspetto, spesso sottovalutato: la ricaduta economica e turistica. Una manifestazione con numeri di questo tipo muove pernottamenti, ristorazione, bar, servizi, acquisti, presenze in valle. Ma soprattutto produce una promozione “credibile”, perché fatta attraverso le persone: migliaia di foto, video, stories, racconti spontanei dei partecipanti, che nei giorni successivi continuano a far girare il nome di Tregnago e delle valli ben oltre i confini provinciali. In quelle immagini c’è il lato agonistico, certo, ma c’è soprattutto il territorio: strade di campagna, vigneti, scorci che sembrano cartoline, punti ristoro che diventano momenti di socialità, e quel mix tipico delle manifestazioni riuscite dove sport e festa popolare si toccano.


In definitiva, la Tre Valli 2026 si porta a casa un risultato che vale più della classifica: la conferma di essere un appuntamento capace di tenere insieme sport e comunità, promozione e coesione, agonismo e partecipazione. Un evento che funziona perché non “usa” il territorio come scenografia, ma lo coinvolge – dai Comuni alle associazioni, dai volontari ai cittadini – e perché restituisce qualcosa: visibilità, movimento, occasioni d’incontro, orgoglio locale.


E forse la sintesi migliore è proprio quella che si legge sotto molti post, senza bisogno di effetti speciali: “Sempre bella”. Quando lo scrivono in tanti, e quando lo scrivono dopo aver pedalato, fatto fatica e vissuto due giorni così, non è un complimento di circostanza: è una notizia.


BOX – I numeri della Tre Valli 2026

Iscritti complessivi: 1.186

Arrivati classificati: 873

Volontari impegnati nel weekend: circa 350

Provenienza: 49 province + 7 nazioni

Donne: 63 iscritte (49 arrivate)

Età: da 17 a 71 anni (età media circa 45)

Tempo medio arrivati: 2h 33’

Ultimo tempo in classifica: 4h 54’ 06”

Squadra con più arrivati: Team Todesco (25) Per maggiori informazioni www.granfondotrevalli.com

 
 
 

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