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SAI COS'E' IL BIKEFITTING E' PERCHE' NON E' DA SOTTOVALUTARE?

Il bikefitting é il primo passo da compiere quando si sale su una nuova bicicletta in quanto il giusto assetto in bici, è il punto di partenza per pedalare con serenità, evitando fastidi e dolori di vario genere ottimizzando al contempo la performance. 

 

 La pedalata corretta consente di utilizzare i giusti angoli di spinta e le giuste forze in tutti i segmenti corporei, permettendo la massima resa e riducendo di gran lunga le possibilità di creare danno a muscoli ed articolazione.

 

La pedalata, in quanto gesto non traumatico, non deve creare alcun tipo di fastidio e per essere tale si deve eseguire in modo corretto. Essa avviene grazie all’utilizzo dei muscoli degli arti inferiori, stabilizzati e controbilanciati dal core, dal tronco e dagli arti superiori.

 

Nel bikefitting va quindi considerato tutto il corpo, e vanno analizzati sia gli angoli di spinta degli arti inferiori che degli arti superiori. Tutti sappiamo che la bici “obbliga” il ciclista con 5 punti di contatto: il manubrio, la sella ed i pedali. Per tale ragione é fondamentale che siano posizionati in maniera armonica al fine di rendere la pedalata il più piacevole possibile.

 

Altezza sella e arretramento, sono il primo passo da considerare assieme al posizionamento delle tacchette. Successivamente si passa al controllo del manubrio, che deve esser misurato in lunghezza, altezza e larghezza.

 
Oggi in commercio si trovano dei sensori di pressione, che hanno lo scopo di analizzare al meglio tutti i momenti della pedalata al fine di studiare tutto quello che succede quando si pedale e poterla rendere il più efficace possibile.

 

Io da poco li ho introdotti nel mio studio riconoscendo in loro un grosso potenziale. Permettono di cucire addosso all’atleta un perfetto bikefitting andando a colmare le piccole lacune del più tradizionale posizionamento fatto con il filo a piombo. Modifiche millimetriche dei vari punti di appoggio creano cambiamenti importanti sugli angoli di spinta e sulle forze applicate alla bici.

 

Ritengo quindi che, sia il cicloturista che il ciclista professionista, debbano rivolgersi ad un biomeccanico qualificato al fine di ottenere una corretta valutazione della posizione in sella al proprio mezzo. 

Per maggiori informazioni o suggerimenti al riguardo contattare direttamente l'autore di questo articolo:

 

Dottor Marcello Pavarin

Mail: powerandride@gmail.com
Telefono: 3490630050
Facebook: www.facebook.com/marcello.pavarin

Chi e Marcello Pavarin?

 

Luogo e anno di nascita: nato a Rovigo nel 1986 ,
Titolo di studio: Laurea in Scienze Motorie conseguita presso l'Università di Ferrara
 
Qualifiche sportive riconosciute
- Allenatore di atletica di primo livello FIDAL
- Maestro MTB di primo livello FCI. Secondo livello in fase di conseguimento
- Giuda Ciclosportiva FCI
- Istruttore FCI
 
Specializzazione
Preparatore atletico e biomeccanico
 
Carriera e palmares sportivo
- Ciclista  Professionista su strada dal 2009 al 2012 (Colnago e Vacansoleil).
- Anno 2000: campione italiano inseguimento a squadre e secondo nella velocità.
- Maglia azzurra nel 2008 al giro delle Regioni e allo Zlm Tour.    
- oltre 50 vittorie in carriera.
- Nel 2013 passaggio al fuoristrada prima nel ciclocross e poi nella MTB
- Attualmente atleta del team Bottecchia Factory Team
 
Attuali incarichi professionali
- preparatore atletico team professionistico Unieuro Wilier Trevigiani e della squadra juniores Villadose Angelo Gomme.
- Allenatore    di    atletica    presso    Confindustria    Atletica    Rovigo.
- Titolare del centro di preparazione atletica e valutazione funzionale "Power and Ride"

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