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Una corsa fantastica ambientata in un paesaggio altrettanto unico ed esclusivo. Eccone un assaggio

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CORSA A PIEDI: ALLEATA O NEMICA DEL BIKER?

La corsa a piedi per anni è stata considerata nemica del ciclista. Erano pochissimi coloro i quali la utilizzavano come allenamento invernale e come ripartenza verso la stagione successiva. Oggi, al contrario, si è capito che può essere un’ottima alleata! Vediamo come e perché. 

 

La corsa a piedi, a livello articolare e muscolare é un'attività molto stressante e, per i ciclisti non abituati all’impatto a terra e a movimenti concentrici, deve prevedere un periodo di adattamento al quale seguirà l’allenamento vero e proprio. E’ quindi opportuno iniziare con 20-30’ di corsa dove si alternano corsa e camminata per poi passare alla sola corsa.

 

Se possibile, meglio camminata o corsa in salita, in quanto meno traumatica e molto utile per lavorare ad intensità costanti, prossime alla soglia. La meccanica di movimento è anche più simile a quella della pedalata.

 

Dal mio punto di vista é importante anche la corsa in discesa, meglio se su terreno non sconnesso, in quanto molto utile per allenare la forza massima e resistente. Personalmente, però, la consiglio di rado e solo ad atleti che la praticano da tempo e hanno quindi confidenza con tale movimento. Articolazioni e tendini vengono sollecitati pesantemente da tale pratica e per tale ragione vi raccomando la massima cautela qualora decidiate di inserirla nel vostro programma di allenamento.

 

Detto questo, consiglio di utilizzare la corsa a piedi durante l’inverno con tre quattro uscite a settimana nel periodo generale, anche in sostituzione totale alla bici. Essa vi permetterà, come detto poc'anzi, un ottimo lavoro aerobico che torna utile al momento della risalita in bici e vi consentirà di uscire anche nelle giornate di pioggia o di freddo intenso, dove l'uscita in bici potrebbe risultare inutile.

 

Passando poi al periodo di lavoro più prossimo alla stagione agonistica può essere mantenuta due volte la settimana parallelamente a lavori specifici eseguiti in sella alla bici. Al contrario, nel periodo gara preferisco che i miei atleti pedalino soltanto, in quanto, anche se abituati alla meccanica di corsa, meglio si dedichino a lavori specifici o di scarico con un movimento più simile possibile a quello che sarà poi richiesto in gara. 

Per maggiori informazioni o suggerimenti al riguardo contattare direttamente l'autore di questo articolo:

 

Dottor Marcello Pavarin

Mail: powerandride@gmail.com
Telefono: 3490630050
Facebook: www.facebook.com/marcello.pavarin

Chi e Marcello Pavarin?

 

Luogo e anno di nascita: nato a Rovigo nel 1986 ,
Titolo di studio: Laurea in Scienze Motorie conseguita presso l'Università di Ferrara
 
Qualifiche sportive riconosciute
- Allenatore di atletica di primo livello FIDAL
- Maestro MTB di primo livello FCI. Secondo livello in fase di conseguimento
- Giuda Ciclosportiva FCI
- Istruttore FCI
 
Specializzazione
Preparatore atletico e biomeccanico
 
Carriera e palmares sportivo
- Ciclista  Professionista su strada dal 2009 al 2012 (Colnago e Vacansoleil).
- Anno 2000: campione italiano inseguimento a squadre e secondo nella velocità.
- Maglia azzurra nel 2008 al giro delle Regioni e allo Zlm Tour.    
- oltre 50 vittorie in carriera.
- Nel 2013 passaggio al fuoristrada prima nel ciclocross e poi nella MTB
- Attualmente atleta del team Bottecchia Factory Team
 
Attuali incarichi professionali
- preparatore atletico team professionistico Unieuro Wilier Trevigiani e della squadra juniores Villadose Angelo Gomme.
- Allenatore    di    atletica    presso    Confindustria    Atletica    Rovigo.
- Titolare del centro di preparazione atletica e valutazione funzionale "Power and Ride"

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